Se provo dolore devo rinunciare all’attività fisica

Nicolò, 32 anni, ha cambiato Regione da circa un anno per lavoro. Il nuovo Centro Emofilia lo ha preso in carico ma Nicolò non è ancora riuscito a stabilire la stessa sintonia che aveva raggiunto nel corso degli anni con il team del suo precedente Centro.

 

Nicolò continua a praticare attività fisica – va almeno due volte a settimana in palestra – e spera di poter riprendere anche a fare jogging serale, magari in compagnia di qualche collega.

 

Tuttavia, la sera quando torna a casa dopo aver fatto ginnastica, i dolori si fanno più accentuati, in particolare alla caviglia destra. Nicolò però è indeciso se riferirli al medico del Centro perché ha paura che lo costringa a interrompere l’attività fisica. Perciò, quando si reca alla visita di controllo programmata, è restio a parlare di questo dolore. Tuttavia, si ricorda di quanto detto dai clinici del suo precedente Centro: è sempre meglio avere un dialogo aperto e sincero con lo specialista per evitare che la situazione peggiori e trovare così un’opportuna soluzione!

 

Non appena accenna all’ematologo la presenza di questo dolore, il clinico chiede maggiori dettagli in merito a intensità, durata e frequenza del dolore e gli propone di registrare su un’agendina questi tre aspetti: quanto è forte il dolore su una scala da 0 a 10, quanto dura e quanto frequentemente si presentano questi episodi.

 

Solo così, grazie a questo “diario del dolore”, l’ematologo e gli altri specialisti che seguono Nicolò presso il Centro potranno stabilire quanto il dolore dipenda davvero dall’attività fisica e quanto invece dalla degenerazione articolare che si è creata nel corso del tempo, anche a seguito dei microsanguinamenti.

 

Se avverti dolore, parlane subito con il tuo medico così da prendertene cura nel modo migliore e il prima possibile.

Il diario del dolore

Il diario del dolore è uno strumento utile alle persone con emofilia per tenere traccia del proprio dolore fisico.

 

Momenti o giorni di maggior dolore potrebbero non essere necessariamente collegati a specifici sforzi fisici, ma essere dei “flare”, cioè delle riaccensioni del dolore tipiche della degenerazione da artrosi di un’articolazione, non collegabili a specifiche situazioni.

 

In questi casi una regolare attività fisica è anzi raccomandabile, sotto controllo medico, per mantenere il tono muscolare e, il più possibile, la funzionalità articolare.

Che esercizi fare per la salute delle articolazioni?

Confrontati sempre con il team multidisciplinare del tuo Centro Emofilia

In base a ciò che Nicolò annoterà nel suo diario nel corso delle prossime settimane, i clinici del Centro valuteranno la terapia analgesica per i momenti di maggior dolore, utilizzando farmaci che non alterino la
coagulazione e non danneggino altri organi come il rene o il fegato, evitando così di assumere antidolorifici in maniera non controllata. Sicuramente sarà importante continuare a fare attività fisica, scegliendo comunque esercizi che non sovraccarichino le articolazioni.

 

Il modo migliore per prevenire il dolore è seguire una scrupolosa terapia di profilassi personalizzata sulle proprie esigenze, individuando esattamente il piano terapeutico migliore per ciascuno.

 

Condividere con il medico anche le problematiche legate al dolore è l’unico modo per affrontarlo correttamente, poiché non è necessario rinunciare alle attività sportive e alla vita di relazione se si segue correttamente la terapia di profilassi e se si interviene con i farmaci giusti al momento giusto nei casi di dolore particolarmente intenso. Conoscere la comparsa e la frequenza del dolore consente allo specialista, inoltre, di valutare ulteriori trattamenti, non solo farmacologici.

Prima di iniziare ogni attività fisica, ricordati sempre di consultare il tuo Centro Emofilia dove troverai un team di esperti che ti aiuterà a trovare quella più adatta a te e a personalizzare la profilassi in atto per proteggere le articolazioni durante l’esercizio fisico.